Quando il segno diventa stampa: in mostra il progetto dedicato ad Alberico Morena

Venerdì 5 giugno il Liceo Artistico di Spoleto ha ospitato la mostra Dal segno grafico alla stampa, esito di un percorso didattico che ha coinvolto le classi IIA, IIIA-B e IVA-B coordinate dai docenti Simona Bonini Baldini, Giacomo Briguori, Emanuela Fastellini, Irene Azzurra Gemma e Rosa Perugino. Ad aprire l’iniziativa è stato il dirigente scolastico Mauro Pescetelli. Il professor Giacomo Briguori ha illustrato le tappe del progetto, nato all’inizio dell’anno scolastico per sviluppare un’attività ispirata all’opera di Alberico Morena, tra i maggiori xilografi italiani del Novecento. Successivamente il percorso è confluito nella programmazione della Rete regionale dei Licei Artistici dell’Umbria. Tra gli ospiti erano presenti Maria Teresa Romitelli che ha accompagnato gli studenti alla scoperta delle tecniche dell’incisione, Luca ed Elena Morena, che hanno ha messo a disposizione strumenti, matrici e opere del padre. Nato a Gubbio nel 1926 e formatosi alla Scuola del Libro di Urbino, Alberico Morena fu incisore, pittore e docente. Trasferitosi a Spoleto nel 1956, diresse l’Istituto d’Arte cittadino dal 1961 al 1977. Scomparso nel 2014, ha lasciato una produzione artistica caratterizzata dall’attenzione per la vita quotidiana e il paesaggio umbro. Dal punto di vista didattico, il progetto ha offerto agli studenti l’opportunità di conoscere una tecnica artistica fondata sulla progettazione, sulla precisione del gesto, sulla pazienza e sulla capacità di osservazione. Prendendo spunto dai soggetti rappresentati da Morena, gli studenti hanno rivolto il proprio sguardo a scorci, architetture e dettagli della città di Spoleto, rielaborandoli in chiave personale. Il percorso si è inoltre intrecciato con la letteratura, richiamando il legame dell’artista con alcuni testi di Italo Calvino. Sul piano tecnico, accanto al tradizionale linoleum, gli studenti si sono confrontati con la calcografia su Tetrapak e Plexiglass. A queste tecniche si è affiancata l’antotipia, procedimento fotografico che sfrutta la fotosensibilità dei pigmenti vegetali, utilizzando estratti di spinaci e curcuma. Per l’esposizione è stato scelto l’ex Oratorio di San Pietro Martire. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 10 luglio.

Annamaria Conio e Giacomo Briguori.